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Progetto Nogara
Archeologia e Storia di un villaggio medievale della Pianura Padana
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Il primo intervento relativo all'insediamento medievale di Nogara avvenne nel corso dell'escavazione di un fossato per la regolazione delle acque del fiume Tartaro, intorno alla metà degli anni '90. Nell'occasione si rinvennero - oltre a numeroso materiale ceramico, pietra ollare ed oggetti in metallo - anche i resti di alcune palizzate in legno conservate, interpretate come una struttura portuale. 

Nel corso degli anni successivi - in particolare tra il 1999 e il 2002 - una serie di survey e di indagini monitarono la zona per verificare l'interpretazione. 

Nel 2003 l'accordo tra Comune di Nogara e Università di Padova ha consentito di avviare un progetto di ricerca mirato alla comprensione di questo importante insediamento della pianura veronese.

L'area con deposito archeologico si estende per oltre 10000 mq e lo spessore della stratigrafia varia tra i pochi centimetri - nelle zone più esterne - al metro e mezzo.

Lo scavo si divide in 7 settori distribuiti attualmente in 3 aree principali. 

Rappresentazione schematica delle aree indagate. 

Le indagini archeologiche di questi anni hanno mostrato che l’area della valle del fiume Tartaro presso Nogara, era occupata da strutture ed edifici in legno sin dalla prima metà del IX secolo. Un gruppo di edifici di cui sono stati scavati i resti tra il 2003 e il 2006, si poneva infatti a breve distanza da uno dei rami del fiume Tartaro ed era probabilmente parte di un più ampio abitato.

Questi edifici erano costruiti con pali verticali infissi nel terreno, utilizzati per reggere e stabilizzare  la struttura e venivano poi ad alternarsi a travi poste orizzontalmente, poggiate sul terreno o alloggiate in canaline. Per evitare il deterioramento del legno, in alcuni casi, le strutture venivano infatti “foderate” con dell’argilla o del limo, in moda da impermeabilizzare la trave ed evitare un contatto diretto con il terreno umido. Su queste “fondamenta” poggiavano lateralmente o si alzavano – incastrate in incavi incisi sul legno - le assi delle pareti e il sistema di travi che reggeva il tetto. Alcuni ambienti dovevano essere dotati di pavimento con assiti di modeste dimensioni, ma la maggior parte dello spazio della casa era certamente in terra battuta.

Gli abitanti di questo primo villaggio vivevano in maniera molto semplice: lavorando la terra, allevando animali (maiali, ovini, bovini), pescando e cacciando (cervidi, volatili). Il vasellame e le suppellettili domestiche erano costituite per lo più da ceramiche che venivano prodotte localmente. Sono stati rinvenuti in gran quantità anche contenitori di pietra ollare, di varie dimensioni, che servivano per raccogliere, trasportare e conservare diversi tipi di prodotti e alimenti.

 

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